Le Età nel caos - Immanuel Velikovsky





Immanuel Velikovsky venne alla luce a Vicebsk (Bielorussia) il 10 giugno 1895 e cessò di vivere a Princeton (USA) il 17 novembre 1979. Studiò Scienze Naturali all’Università di Edinburgo, Storia e Medicina all’Università di Mosca, Biologia all’Università di Berlino, il Meccanismo del Cervello Umano all’Università di Zurigo e Psicoanalisi all’Università di Vienna. Successivamente raccolse e catalogò in Germania un buon numero di opere scientifiche e filosofiche. Tale collezione prese il nome di Scripta Universitatis. In seguito per molti anni si è interessato in modo continuativo dei metodi terapeutici per il trattamento delle nevrosi e dei disturbi del comportamento umano, in un primo momento in Palestina e dopo in America, ottenendo in questo settore numerosi giudizi favorevoli, anche da Sigmund Freud. Andato a vivere negli Stati Uniti nel 1939, Velikovsky balzò agli onori della cronaca nel 1950 quando dette alle stampe il suo innovativo testo Mondi in Collisione, nel quale spiegava con ragionamenti logici e prove di fatto che vi fu una forte relazione fra le molteplici calamità avvenute in un tempo antecedente al presente ed alcuni movimenti irregolari di corpi celesti menzionati nella Bibbia. Nel 1952 decise di vivere nel minuscolo centro abitato universitario statunitense di Princeton (New Jersey), abitando a poca distanza dal famoso fisico e filosofo Albert Einstein, con il quale ristabilì rapporti di affetto, simpatia, solidarietà e stima, che ebbero inizio qualche tempo prima in Europa.



Mondi in collisione
Di particolare importanza per una piena comprensione del libro Le Età nel caos (pubblicato in lingua italiana nel maggio del 2010) sono la prefazione e l’introduzione dell’autore. Nella prima Velikovsky spiega brevemente che: «il volume in questione è stato concepito nella primavera del 1940. È stato allora che mi sono reso conto che l’Esodo degli ebrei guidati da Mosè dall’Egitto si era verificato nel bel mezzo di uno sconvolgimento naturale e che questa catastrofe poteva rivelarsi l’anello di congiunzione tra la storia israelita e quella egiziana, nel caso si fosse scoperto che i testi dell’epoca dei faraoni contenevano riferimenti a un evento del genere. Io ho trovato tali citazioni e ben presto ho elaborato un piano di ricostruzione della storia antica a partire dall’Esodo fino alla conquista dell’Oriente da parte di Alessandro Magno. Già dal mese di ottobre dello stesso anno ero giunto a comprendere la natura e la portata di quella catastrofe. … Le Età nel caos copre in gran parte il periodo di cui si occupa l’altra mia opera chiamata Mondi in collisione, vale a dire gli ottocento anni che vanno dall’Esodo degli israeliti dall’Egitto all’invasione della Palestina di Sennacherib nel 687 prima dell’èra attuale, e gli ulteriori tre secoli e mezzo fino ad Alessandro di Macedonia, insieme ai milleduecento anni della storia dell’Oriente antico. … Il presente scritto tratta gli aspetti politici e culturali del periodo sopramenzionato. Il fatto che si sia verificata una ampia catastrofe naturale serve qui solo come punto di partenza per costruire una cronologia riveduta dei periodi e delle terre presi in esame. Ho ricercato le testimonianze di una terra dopo l’altra e sono passato da una generazione all’altra, prendendo ovunque accenni, indizi e prove. Dal momento che questi indizi ho dovuto scovarli e raccoglierli, questo saggio è scritto come un racconto poliziesco. È ben noto che nei romanzi polizieschi delle associazioni logiche inattese si basano spesso su particolari piccolissimi: una impronta su un’asta di metallo, un capello sul davanzale di una finestra, un fiammifero bruciato tra i cespugli. Alcuni dettagli dello stesso valore in un lavoro di natura archeologica, cronologica o paleografica potrebbero sembrare questioni di minore importanza, ma essi rappresentano invece le impronte di una indagine in cui è estremamente coinvolta la storia di molte nazioni in numerose generazioni. Tali dettagli non vengono inclusi al fine di non rendere difficile la lettura, però sono necessari per stabilire la tesi principale di quest’opera». 


 Immanuel Velikovsky
Lo psicologo bielorusso è convinto che questo saggio si rivelerà molesto per gli autori di trattati storici così come Mondi in collisione lo è stato per gli studiosi di astronomia. È molto probabile che gli storici avranno forti remore a modificare e criticheranno la cronologia della storia antica (milleduecento anni di esistenza di numerosi paesi e Stati monarchici) così come viene proposta nel presente volume. Un illustre professore che ha letto con la dovuta attenzione questo scritto ritiene che non vi sia nessun ragionamento efficace contro la rievocazione dei fatti storici suggerita dal sociologo bielorusso, ma che da un punto di vista psicologico è veramente difficile mutare le convinzioni formatesi grazie allo studio di molteplici opere, riviste ed articoli. Lo psicologo bielorusso termina la prefazione asserendo che: «grandi sono i cambiamenti nella storia politica dell’antico Oriente che vengono presentati in Le Età nel caos. … Ritengo che le prove raccolte attestino la ricostruzione qui presentata». Nell’introduzione dichiara che: «questa non è una storia descrittiva nel senso usuale del termine. È una sequenza di capitoli, ognuno dei quali è come un’udienza di tribunale in cui i testimoni vengono presentati per confutare la validità dei vecchi concetti ed attestare l’accuratezza di una nuova nozione della storia antica. La storia antica dell’umanità viene qui affrontata con decisione e vista come distorta, e ne viene quindi tentata una ricostruzione. Il periodo in esame copre più di mille anni, terminando con l’avvento di Alessandro Magno. Molte cose meravigliose accadono quando viene distorta la prospettiva storica. Al fine di comprendere la portata dei dislocamenti avvenuti nella storia del mondo antico, si dovrebbe tentare di immaginare il caos che nascerebbe se venisse scritta una indagine in Europa e in America in cui la storia delle Isole Britanniche fosse fuori linea di circa seicento anni, così che in Europa e in America ci troveremmo nel 1941 mentre in Gran Bretagna nel 1341. … Nel caso presentato, non verrebbe raddoppiata e distorta soltanto la storia delle Isole Britanniche, ma anche quella del mondo intero. Nascerebbero naturalmente delle difficoltà, ma queste verrebbero spazzate via come stranezze. … La storia antica viene distorta in questa stessa maniera. A causa della disgregazione del sincronismo, molte figure della scena storica sono fantasmi e doppi. Gli avvenimenti vengono spesso raddoppiati; molte battaglie sono ombre; parecchi discorsi echi; molti trattati copie; e perfino alcuni imperi sono dei fantasmi. L’errore principale si può ritrovare nella storia egizia; a causa del ritardo, la storia dell’Egitto è stata allontanata dal vero contatto con le storie degli altri popoli. Gli eventi in cui sono stati coinvolti il popolo egiziano e le popolazioni dell’Assiria, della Babilonia o della Media sono stati registrati nelle storie di questa gente dagli annali egiziani; gli stessi eventi sono stati poi descritti una seconda volta nella storia dell’Egitto, usando come fonte gli annali di questi altri popoli, che hanno partecipato agli avvenimenti in questione. In tal maniera le storie dell’Assiria, della Babilonia e della Media vengono sconvolte e rovinate; la storia dell’Impero degli Ittiti è interamente inventata, la storia greca del periodo miceneo è dislocata, quella del periodo precedente ad Alessandro Magno lacerata e i guerrieri di Sparta e Atene, perfino quelli con nomi ben noti, appaiono ancora una volta sulle pagine della storia come arcaici intrusi provenienti dalle tenebre del passato. Il processo di appianamento delle storie dei popoli del mondo antico in un esatto sincronismo produrrà dei momenti eccitanti. Vedremo in questo mio libro sotto una luce nuova molti documenti storici che sono stati interpretati male quando sono stati presentati in una errata prospettiva storica. Leggeremo la storia delle piaghe dei giorni dell’Esodo, scritta da un testimone oculare egiziano e conservata su un papiro. Saremo capaci di stabilire l’identità dei misteriosi Hyksos e anche di indicare l’ubicazione della loro fortezza di Avaris, probabilmente la più grande roccaforte dell’antichità». 


Akhenaton
Per quanto appena detto il sociologo bielorusso valuta come dirompenti gli effetti del riesame accurato della storia dell’antico Egitto, di Babilonia, dell’Assiria, della Media, della Fenicia, di Creta e della Grecia. Tutto ciò mostrerà come per uno sbaglio degli autori di testi storici numerosi sovrani sono stati confusi con i loro pronipoti. Sono state raccontate organizzazioni politico-territoriali mai esistite ed opere architettoniche, pittoriche, scultoree, ceramiche, lignee e di oreficeria immaginarie (un esempio chiarificatore è il regno ittita ed i suoi prodotti manufatti). Velikovsky conclude l’introduzione affermando che: «quando i cardini della storia del mondo vengono sollevati fino ad arrivare ad una altezza adeguata, i fatti circa i popoli e i paesi, la loro arte e la loro religione, le loro battaglie e i loro trattati si riversano come da un corno dell’abbondanza. Certamente più di un fatto e più di un confronto devono essere stati trascurati in questo libro, ma questo è un difetto del quale raramente è privo un lavoro di sperimentazione».


In questo saggio (uno dei più innovativi del XX secolo e che ha riscosso un notevole successo) l’autore, presentato dallo storico della scienza Federico Di Trocchio come un genio incompreso, servendosi di molteplici citazioni, informazioni e reperti archeologici, spiega come porzioni della storia dell’antico Egitto e dello Stato monarchico di Israele siano state sfalsate addirittura di cinque secoli negli studi storici editi sino a questo momento. Diversi anni prima e con maggiore precisione della New Chronology, suggerita dallo studioso di archeologia David Rohl, lo psicologo bielorusso illustra ai lettori perché pressappoco sei secoli sono stati omessi nelle cronologie attuali dell’Antico Testamento, per contro invece 580 anni in più (inesistenti) sono stati per sbaglio inclusi nella storia dell’Egitto faraonico.


Unica nota stonata la mancanza di una bibliografia. Un volume, comunque, meritevole di attenzione che si consiglia di leggere e regalare a coloro che sono interessati alla conoscenza e allo studio della Sacra Bibbia, oltre che alla storia dell’Antico Egitto. 


Giampiero Lovelli





Titolo: Le età nel caos

Autore:  Immanuel Velikovsky

Editore: Profondo Rosso

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