La battaglia di Pidna (168 a.C.)






Lo scontro armato di Pidna[1] si può considerare il combattimento risolutivo della terza guerra macedonica e terminò con l’inequivocabile successo militare dell’esercito romano[2], capeggiato dal console Lucio Emilio Paolo[3], contro le truppe macedoni del monarca Perseo[4]. Il console romano mise in evidenza la superiorità tattica del manipolo della sue unità militari rispetto al poco duttile schieramento macedone. Emilio Paolo diresse magistralmente le forze armate traendo profitto dalla superiore flessibilità dei suoi reparti militari per sconfiggere[5] le milizie macedoni. 


PRESUPPOSTI



Esercito macedone (da tomba di Alessandro)
Il combattimento si verificò il 22 giugno del 168 a.C.[6] fra la Repubblica romana ed il regno di Macedonia[7]. Stipularono una alleanza con i Romani Pergamo[8], Rodi[9], la Lega Achea e gli Etoli[10], poiché verosimilmente considerarono Roma la certa vincitrice. Tuttavia, imprevedibilmente, la battaglia fu all’inizio favorevole ai Macedoni, e per tale motivo i Romani stabilirono di superare le circostanze critiche attraverso un combattimento risolutivo. 


SVOLGIMENTO DELLO SCONTRO ARMATO






Nello scontro armato, cominciato intorno alle tre del pomeriggio e conclusosi solo un’ora più tardi[11], le forze armate macedoni parvero inizialmente riportare la vittoria[12]. Lo schieramento greco avviò il combattimento muovendosi contro i Romani, che cercarono nei primi minuti di insinuarsi nell’esercito avversario. Non riuscendo nell'intento, i Romani iniziarono lentamente a ripiegare in maniera ordinata e prestabilita. Gli schieramenti greci si precipitarono al loro inseguimento ma, a causa della non uniformità del terreno collinare[13] che incontrarono procedendo contro i Romani, non riuscirono a mantenere la coesione delle truppe. Di conseguenza i Romani si riunirono in diversi luoghi tra i colli causando la divisione del fronte macedone e aggredendolo nelle zone prive di difesa. 


Legionri romani in schieramento
Lo schieramento greco, penetrato in particolar modo nell'ala destra romana  - che in seguito raggiunse il centro della formazione avversaria - fu così annientato nel combattimento a stretto contatto nel quale i Romani primeggiavano. Osservato il pesante insuccesso dei fanti, i cavalieri macedoni, che non avevano preso parte allo scontro armato, decisero di abbandonare il campo di battaglia invece di prendere parte al conflitto. D'altro canto avevano perso la vita in quello scontro ben 20.000 militi ed altri 11.000 ne erano stati catturati. 






RIPERCUSSIONI



Trionfo di Lucio Emilio Paolo (Carle Vernet)
Dopo la disfatta Perseo trovò rifugio nel centro abitato di Samotracia[14] con i propri averi mentre i Romani, successivamente, rinunciarono alla politica filo-orientale voluta dagli Scipioni[15] per attuarne una decisamente più dura verso le popolazioni sottomesse. 


È doveroso ricordare che Pidna fu il luogo di svolgimento di un secondo combattimento, molto meno famoso, fra i Romani (guidati dal pretore Quinto Cecilio Metello Macedonico)[16] e Andrisco[17], che fomentò una insurrezione antiromana[18]. La Macedonia diventò, dopo questa fallimentare battaglia, in modo definitivo un territorio su cui aveva giurisdizione un proconsole o un propretore romano. 



Giampiero Lovelli 






BIBLIOGRAFIA

AA.VV., Atlante Storico, Rizzoli Larousse, Milano 2004; 
C. BADEL – H. INGLEBERT, L’Impero Romano in 200 mappe, Leg, Gorizia 2015;
G. CLEMENTE, Guida alla storia romana, Arnoldo Mondadori, Milano 1985;
A. FREDIANI, A. Le grandi battaglie di Roma antica, Newton & Compton, Roma 2002;
S.J. KOVALIOV, Storia di Roma, Pgreco, Roma 2011;
J. MICHELET, Storia di Roma, RL Gruppo Editoriale, Santarcangelo di Romagna 2009;
I. MONTANELLI, Storia di Roma, RCS Libri, Milano 1997;
T. MOMMSEN, Storia di Roma antica, Sansoni, Milano 2001;
M. PANI - E. TODISCO, Storia romana, Carocci, Roma 2008;
A. SPINOSA, La grande storia di Roma, Arnoldo Mondadori, Milano 1998;
A. ZIOLKOWSKI, Storia di Roma, Bruno Mondadori, Milano 2006.


[1] Località greca di epoca remota, collocata in Tessaglia (Grecia settentrionale), sulle sponde del Golfo di Salonicco.
[2] Montanelli, I. Storia di Roma. Milano: RCS Libri, 1997, p. 152.
[3] Soldato e politico romano, chiamato Macedonico in seguito alla sua affermazione militare nella terza guerra macedonica. 
[4] Ultimo sovrano di Macedonia a partire dal 179 a.C. fino al 168 a.C.
[5] Clemente, G. Guida alla storia romana. Milano: Arnoldo Mondadori, 1985, p. 176.
[6] Badel, C.; Inglebert, H. L’Impero Romano in 200 mappe. Gorizia: Leg, 2015, p. 36.
[7] Aa.Vv. Atlante Storico. Milano: Rizzoli Larousse, 2004, p. 82. 
[8] Centro urbano di epoca remota dell’Asia Minore, situato a breve distanza dalla costa del Mar Egeo.
[9] La più importante e la più ampia delle isole del Dodecaneso.
[10] L’Etolia è un territorio montuoso della Grecia, posto sulla costa settentrionale del Golfo di Corinto.
[11] Plutarco, Vite parallele. Emilio Paolo, 15.
[12] Michelet, J. Storia di Roma. Santarcangelo di Romagna: RL Gruppo Editoriale, 2009, p. 315.
[13] Frediani, A. Le grandi battaglie di Roma antica. Roma: Newton & Compton, 2002, p. 174. 
[14] Città greca dell’omonima isola, posta nel mar Egeo settentrionale. 
[15] Illustre famiglia patrizia della Roma di epoca remota, facente parte della gens Cornelia.
[16] Pani, M.; Todisco, E. Storia romana. Roma: Carocci, 2008, p. 125.
[17] Fante dell’antica Grecia.
[18] Velleio Patercolo, Historiae romanae ad M. Vinicium libri duo. Lib. I, 11.





Etichette: , ,