Architettura di una chimera - Enrico Tuccinardi e Salvatore Mazzariello







L'amica Isabel Giustiniani (fondatrice di questo blog), mi ha contattato proponendomi la lettura e la recensione del libro Architettura di una chimera. Con un certo ritardo a causa di numerosi impegni lavorativi e di studio e una discreta dose di scetticismo (l’argomento dell’opera inizialmente non mi entusiasmava), ho iniziato a leggere il libro in questione. Dovevo ben presto ricredermi!



Errico Malatesta
Di particolare importanza per una piena comprensione del testo (pubblicato nel mese di novembre del 2014) è la premessa. Nella stessa gli autori spiegano brevemente che: «una lettera che Errico Malatesta scrisse da Londra, a destinatario sconosciuto, il 18 maggio del 1901 e che fu, … intercettata dall’intelligence giolittiana, è il perno attorno al quale ruota un’oscura vicenda di inizi ‘900 che questa ricerca si propone di chiarire. È convinzione degli autori che un’approfondita indagine sui personaggi coinvolti e sui notevoli contenuti della missiva (quelli più evidenti, ma soprattutto quelli sottesi e sottointesi) possa ragionevolmente indurre, con l’ausilio di solide fonti d’archivio, ad una rilettura e forse persino ad una revisione storiografica di primaria importanza»
Gli scrittori affermano che le sommosse di Milano del 1898 avevano suscitato nell’anarchico Malatesta (Santa Maria Capua Vetere, 14 dicembre 1853 – Roma, 22 luglio 1932) delle speranze prive di fondamento, cioè che la popolazione italiana, vessata da uno Stato dispotico e prepotente, fosse disposta al rovesciamento dell’ordine politico-istituzionale. Nel corso della permanenza negli Stati Uniti, dall’agosto del 1899 all’aprile del 1900, il Malatesta riterrà ineludibile programmare una sollevazione generale contro l'autorità costituita, prima indispensabile azione verso l’anarchia, sollecitando a questo scopo accordi fra i diversi partiti che propugnavano cambiamenti e trasformazioni radicali. Tutto questo comportò un mutamento decisivo nei convincimenti del Malatesta. Il Tuccinardi ed il Mazzariello continuano sostenendo che: «l’attentato al re Umberto I avrebbe potuto rappresentare, per Malatesta, quella miccia in grado di innescare un’insurrezione popolare e, sebbene gli eventi successivi al regicidio avessero dimostrato quanto illusoria fosse tale speranza, Malatesta ne maturerà piena consapevolezza solo negli anni successivi. È in questo humus storico-politico che germoglia e si sviluppa l’intreccio di eventi che fa da sfondo alla missiva di Malatesta. Scaturisce allora in maniera naturale dalla disamina, una finalità a ben più ampio raggio: il riesame critico di una ipotesi storiografica fino ad oggi “debole” riguardante la possibilità che il regicidio di Monza, ad opera di Gaetano Bresci, non solo non fu un atto isolato frutto dell’intima volontà personale di un giovane anarchico esasperatamente idealista, bensì un evento complesso da inquadrare, se non spiegare, in un più ampio sistema di “interessi convergenti”. Un affare che vide coinvolti in maniera articolata – prima durante e dopo l’attentato - ámbiti strettamente anarchici, ámbiti borbonici legati all’ex regina di Napoli Maria Sofia di Baviera e ámbiti anarcosocialisti e radicalsocialisti anche di matrice parlamentare». 


Attentato a Umberto I di Savoia
Gli autori sottolineano di essersi soffermati su quanto avvenne dopo l’uccisione del re, non rifiutandosi comunque, nel settimo capitolo, di sottoporre all’attenzione dei lettori una serie di considerazioni sulla preparazione del regicidio, grazie soprattutto alla presentazione di carte e documenti inediti. Mettono in risalto che: «l’analisi dei personaggi menzionati nella missiva, una volta riconosciuti e ricollocati in maniera logica e rigorosa in un quadro d’insieme che tenga in debito conto di tutti gli elementi a disposizione, consente, attraverso una rivalutazione di fonti documentali edite e inedite, di riaprire una “vexata quaestio” che il “consensus” specialistico (anche la storiografia più marcatamente anarchica) ha forse accantonato con eccessiva leggerezza». Gli scrittori terminano la premessa asserendo che: «in ogni caso, il peso storiografico degli elementi presentati nel corso dell’esposizione potrà essere oggetto di una valutazione che prescinda dalla finalità più generale indicata e tali elementi, alcuni decisamente innovativi, potranno e dovranno fare da stimolo ad un’analisi critica più profonda e ad una riverifica delle conclusioni oggi accettate e condivise dal mondo accademico».



Gaetano Bresci

Nell’opera il Tuccinardi ed il Mazzariello esaminano con accuratezza una lettera indecifrabile (inviata il 18 maggio del 1901 dalla capitale inglese, dal più famoso e spiato degli anarchici italiani, Errico Malatesta, ad una persona sconosciuta), nella quale si faceva riferimento a cospirazioni ed attività occulte rivoluzionarie. La missiva venne in possesso dei servizi segreti del Ministero dell’Interno, diretto allora da Giovanni Giolitti. Non era ancora trascorso un anno da quando, in piena estate, un anarchico trasferitosi negli Stati Uniti, Gaetano Bresci, aveva ammazzato il sovrano d’Italia Umberto I di Savoia e la minaccia anarchica gravava nuovamente sull’Italia. Gli autori lasciano intendere come l’anarchismo, nei primi anni del XX secolo, era divenuto un pericolo incombente presente in tutto il mondo e nella penisola italiana, a causa di uno Stato dispotico e prepotente, vi era la concreta possibilità che si diffondesse velocemente. Pertanto dichiarano che: «in questo “humus” storico-politico germoglia e si sviluppa l’intreccio di eventi che fa da sfondo alla missiva di Malatesta. Per la prima volta, grazie a una serie di documenti inediti, vengono identificati i personaggi chiave della lettera e, attraverso un minuzioso lavoro di ricerca svolto in archivi italiani e francesi, viene fatta luce, dopo oltre un secolo, su un appassionante intrigo di inizio ‘900, che vide coinvolti un gruppo di anarchici italiani residenti all’estero sotto la guida di Errico Malatesta, il governo italiano, con Giolitti e i suoi agenti infiltrati nel “milieu” anarchico, e persino l’ex regina di Napoli, Maria Sofia, in esilio a Parigi».





Di grande utilità risultano l’elenco delle abbreviazioni, l’indice dei nomi, una discreta bibliografia, l’apparato fotografico e le appendici che approfondiscono temi già trattati nel libro. Un volume meritevole di attenzione che si consiglia di leggere a coloro che sono interessati alla storia contemporanea ed in particolare alla storia del movimento anarchico italiano ed internazionale. 




Giampiero Lovelli







Titolo: Architettura di una chimera

Autori: Enrico Tuccinardi e Salvatore Mazzariello

Editore: Universitas Studiorum Editrice

Pagine: 184

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