Mosé e Akhenaton - Ahmed Osman







Ahmed Osman, venuto alla luce nella capitale egiziana (Il Cairo) nel 1934, si è laureato in giurisprudenza all’Università del Cairo e successivamente ha conseguito un master in Egittologia. Per professione ha scritto su giornali. Si è stabilito a Londra a partire dal 1964. Tra i suoi volumi è doveroso rammentare Straniero nella Valle dei Re (dato alle stampe nel 1987), dove rivela che il patriarca Giuseppe (importante personaggio biblico) sia da identificare con Yuya (visir e maestro di cavalleria dei faraoni Thutmose IV e Amenofi III), Mosé: Faraone d’Egitto (1990), nel quale cerca di accertare le coordinate cronologiche dell’Esodo degli Ebrei dall’Egitto e La Casa del Messia (1992). 


Ahmed Osman
Osman ha proposto diverse ipotesi su alcuni eventi accaduti nell’Antico Egitto e sulla nascita del Giudaismo e del Cristianesimo. La maggior parte delle opinioni dell’autore in questione sono antitetiche a quanto affermato da numerosi egittologi, ma il giornalista egiziano ritiene che il motivo per cui gli studiosi tradizionali di egittologia non considerino validi i suoi punti di vista dipende dal fatto che: «gli egittologi hanno stabilito la loro carriera sulle loro interpretazioni e che accettare altre teorie potrebbe dare loro meno autorità».


Di particolare importanza per una piena comprensione del libro Mosé e Akhenaton (pubblicato in lingua italiana nel mese di ottobre del 2015) è sia la prefazione che l’introduzione. Nella prima l’autore spiega brevemente che: «è venuto a Londra dal Cairo un quarto di secolo fa, con l’intenzione di dedicare la maggior parte del suo tempo a cercare di stabilire legami tra la Bibbia e ciò che sappiamo, da una varietà di fonti, della storia egiziana. La scelta di Londra è stata dettata dalle migliori strutture di ricerca esistenti … ha intrapreso un corso di studio intensivo. Si è iscritto alla Egypt Exploration Society e ha trascorso sei anni per familiarizzare con l’antica storia del suo paese e con la lingua geroglifica. Ha anche imparato l’ebraico e studiato la Bibbia. Tuttavia, quando ha cercato di mettere a frutto queste conoscenze, si è trovato di fronte lo stesso problema che ha sconcertato gli studiosi per più di un secolo … individuando una importante figura biblica come un personaggio di spicco nella storia egiziana. Chi era Giuseppe, il patriarca che ha portato la tribù di Israele dall’Egitto a Canaan? Chi era il Faraone senza nome che lo ha nominato Visir, il Governatore virtuale del paese in nome del re? Chi era Mosé? … Potrebbe essere che Giuseppe e Yuya siano la stessa persona? Che questo sia possibile lo sostiene nel suo primo libro (Straniero nella Valle dei Re)». 

Dimostrata fattibile questa identificazione, lo scrittore egiziano afferma che tutto diventa più facile, come per esempio spiegare che i quattro faraoni di Amarna (Akhenaton, Smenkhkare, Tutankhamon e Ay, che diressero ed amministrarono lo Stato in un momento turbolento della storia dell’Antico Egitto, nel quale si cercò di passare dal politeismo al monoteismo) erano figli del patriarca Giuseppe o come l’Esodo sia venuto dopo la conclusione dell’epoca amarniana. Osman termina la prefazione asserendo che in questa opera farà notare, attraverso ragionamenti logici e prove di fatto, come Mosé e Akhenaton siano da considerare la stessa persona. 



Akhenaton
Nell’introduzione l’autore riporta il giudizio molto positivo sul faraone Akhenaton che ebbero insigni studiosi come James Henry Breasted (archeologo americano), Arthur Weigall (egittologo inglese) ed il sacerdote James Baikie (egittologo inglese). Inoltre si sofferma su due articoli di Freud (celebre neurologo e psicoanalista austriaco), dati alle stampe nel 1937 sul quotidiano tedesco Imago. 
Nel primo, intitolato Moses an Egyptian, sottolinea come: «Freud ha dimostrato che il nome del leader ebreo non deriva dall’ebraico, come si pensava fino a quel momento, ma aveva come fonte la parola egizia mos, che significa un bambino. Ha mostrato, inoltre, che la storia della nascita di Mosé è una replica di altri antichi miti sulla nascita di alcuni dei grandi eroi della storia. Freud ha sottolineato, tuttavia, che la nascita del mito di Mosé si differenzia dagli altri eroi per un punto essenziale. Al fine di nascondere il fatto che Mosé era egiziano, il mito della sua nascita è stato invertito in modo da farlo nascere da umili genitori e soccorso da una famiglia di alto livello. Questa strana divergenza dal solito, ha colpito molti ricercatori». 
Nel secondo, intitolato Se Mosé era un egiziano, mette in risalto: «il perché il legislatore ebraico, se in realtà era egiziano, avrebbe dovuto passare ai suoi seguaci una fede monoteistica, piuttosto che la classica pletora egiziana di dei e immagini. Allo stesso tempo, Freud trovò grande somiglianza tra la nuova religione che Akhenaton aveva cercato di imporre al suo paese e l’insegnamento religioso attribuito a Mosé»


Adorazione di Aton
Il giornalista egiziano continua sostenendo che nel secondo dopoguerra un buon numero di egittologi ha voluto screditare la figura di Akhenaton, non prendendo in considerazione una qualsivoglia relazione tra lui ed il monoteismo di Mosé. Un esempio lampante a tal riguardo risulta essere lo scozzese Cyril Aldred, convinto che Akhenaton fosse affetto dalla sindrome di Fröhlich oltre ad avere una relazione omosessuale con il fratello o correggente o genero Smenkhkare. 

Osman conclude l’introduzione dichiarando che: «il tentativo nel dopoguerra di crocifiggere Akhenaton e screditare la sua religione è stato unanime nel senso che tutti gli studiosi che potevano avere una visione meno ostile, hanno mantenuto un sospettoso silenzio. Alla base della campagna di diffamazione si trova il desiderio di accrescere la figura di Mosé e il suo monoteismo screditando Akhenaton, l’intruso egiziano, e le credenze che ha tentato di introdurre nel suo paese. Ironia della sorte, gli studiosi che hanno condotto questa campagna spietata hanno scelto il bersaglio sbagliato. Attaccando Akhenaton, in realtà, attaccano il proprio eroe, perché, come Freud è arrivato vicino a dimostrare, Akhenaton e Mosé furono la stessa persona».


Nel libro l’autore esamina con accuratezza il governo del faraone Akhenaton, che ebbe l’ardire di voler eliminare i moltissimi dei egizi e rimpiazzarli con un’unica divinità, Aton. Riprendendo quanto affermato da Freud (Mosé era egiziano oltre ad una notevole somiglianza tra le credenze religiose del faraone eretico ed i precetti di Mosé), Ahmed Osman, supportato da molteplici monumenti e reperti archeologici, testi storici e biblici, afferma con convinzione che Mosé e Akhenaton fossero in realtà il medesimo individuo. Fornendo una differente interpretazione dell’Esodo degli Ebrei dall’Egitto, espone con precisione gli avvenimenti della vita di Akhenaton/Mosé: come fu cresciuto da parenti ebrei, come abbia diretto ed amministrato l’Egitto per ben 17 anni, come abbia fatto adirare la maggior parte dei suoi connazionali, facendo di Aton l’unico dio a discapito delle numerose divinità egizie. Obbligato a rinunciare al potere, andò a vivere nella penisola del Sinai insieme ai suoi seguaci ebrei ed egiziani. Probabilmente fu ucciso (lontano dai suoi sostenitori) per volere del faraone Seti I, dopo aver provato a conquistare di nuovo il trono.


Di grande utilità sono tre mappe dell’Antico Egitto e la cronologia della XVIII e XIX dinastia, collocate all’inizio dell’opera, una discreta bibliografia, un apparato fotografico e le appendici, che approfondiscono argomenti già trattati nel presente volume, poste invece alla fine. Note stonate sono l’editing poco curato e la traduzione (dall’inglese all’italiano) che in alcuni passi risulta davvero poco comprensibile. Un libro meritevole di attenzione che si consiglia di leggere e regalare a coloro che sono interessati alle figure del faraone Akhenaton e di Mosé e alla storia e civiltà dell’Antico Egitto. 


Giampiero Lovelli






Titolo: Mosé e Akhenaton 

Autore: Ahmed Osman

Casa editrice: Harmakis

Pagine: 352

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