Intervista allo scrittore Italo Martinelli






Recentemente abbiamo pubblicato nel blog la recensione del romanzo storico "La croce e la spada. Anno Domini 1117-1128".
Oggi, nella rubrica Interviste, abbiamo il piacere di ospitare l'autore, Italo Martinelli.





D1. Quando nasce la sua passione per la Storia e quando decide di perseguirla attivamente con la scrittura?

Stranamente sui banchi della scuola Media e su quella della scuola Superiore! Anche se sin da piccolo all’epoca dello Scoutismo avevo la specialità di archeologo… Scrivere di storia è per me un modo di divulgare la storia sia quella con la “Esse” maiuscola sia quella secondo me molto più interessante e attuale legata a luoghi particolari, tradizioni, culture, folklore, modi di dire…



La croce e la spada. A.D.1117-1128

D2. “La croce e la spada (A.D 1117 - 1128)" è un romanzo molto dettagliato negli avvenimenti e personaggi descritti. Come nasce l'idea di un'opera così monumentale sulla storia di Verona di cui sono previsti 20 volumi?

Inizialmente pensavo a un unico volume che a giochi finiti sarebbe risultato di oltre 3.600 pagine… Assolutamente improponibile! Poi sono passato al web sul sito Gli Scaligeri a Verona dove ancora i capitoli dei singoli anni si succedono singolarmente e infine, su pressione dei lettori cartacei, al libro tradizionale.





D3. Quanta parte deve avere, secondo lei, la ricerca storica rispetto alla stesura vera e propria di un manoscritto?

Ritengo che la ricerca storica debba essere preponderante; non solo per la ricostruzione corretta degli eventi ma anche nell’approfondimento di tutti quei temi di cui parlavo prima e che formano la vera “trama” della narrazione… Più vado avanti e più mi accorgo che le tematiche legate all’epoca medievale aumentano… Ad esempio il ruolo della donna, la disabilità, la moneta, gli odori e i profumi, i giochi, la festa, il mondo dei fanciulli…



D4. Ho trovato molto bella ne “La croce e la spada (A.D 1117 – 1128)" la contestualizzazione psicologica dei personaggi. Nei romanzi storici ci si imbatte non di rado in pensieri e atteggiamenti troppo moderni per l'epoca in questione. Ha trovato difficile calarsi nei panni dell'”uomo medioevale”?

Sinceramente per me questa è una carenza della mia opera. Travolto dal succedersi degli eventi e dalle moltissime cose che voglio narrare sono costretto a tralasciare o sorvolare sul modo di essere e di pensare di questi uomini e donne. Mi salva la meticolosa ricostruzione ambientale e la conoscenza di quella che era la Cristianità che poi è il termine corretto per definire questo lunghissimo e assai complesso periodo storico.



Lo scrittore Italo Martinelli
D5. Nel periodo da lei narrato, la religione aveva un ruolo dominante e permeava ogni singolo aspetto della vita quotidiana. Dalla costruzione delle chiese alla celebrazione delle numerose festività, le figure su cui si sofferma maggiormente il testo sono infatti quelle di vescovi, preti e monaci. Ritiene che ciò sia dovuto anche al fatto che è materiale storico più riccamente documentato?

Certamente, come dicevo in precedenza, è su questi aspetti che la ricerca storica si è maggiormente soffermata. L’uomo medievale respirava, mangiava, esisteva in rapporto al messaggio evangelico. Una specie di “fondamentalismo religioso” in alcuni casi asfissiante. Ma proprio grazie alla libertà intellettuale assicurata da questo sistema è stato in grado di sviluppare un sistema parallelo, laico, indipendente, autonomo.

Penso alle figure delle grandi monache o badesse medievali in primis Ildegarda di Bingen una donna eccezionale, libera pur vestendo un abito di clausura.



D6. Le figure dolenti di donne come la monaca Armengarda e Teutola, moglie di Musio, prendono spunto da eventi reali? 

Si nel senso che di questi episodi direi paradigmatici ne sono accaduti a centinaia in epoca medievale… Quasi sicuramente anche a Verona.



D7. Quali sono i suoi progetti futuri di scrittore?

Per ora sono impegnato a concludere l’opera… Pur avendola tutta in testa e su un mio personale menabò ho fisicamente stilato “soltanto” una sessantina di capitoli… L’opera terminerà con la morte di Cangrande della Scala nel 1329 ma la dinastia Scaligera andrà avanti ancora per alcuni decenni scrivendo una storia, se possibile, ancora più crudele, sanguinaria e intricata… Una storia tutta da scrivere! A Dio piacendo…



Isabel Giustiniani


Leggi la recensione a "La croce e la spada. Anno Domini 1117-1128"

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