Lecce e provincia in epoca bizantina



Chi volesse approfondire i suoi studi sull’Alto Medioevo nel Salento - inteso qui come Lecce e provincia - deve scontrarsi con fonti che risultano assolutamente insufficienti rispetto all’Evo antico.


Nel V secolo d.C. la Puglia si distinse per la sua produzione cerealicola ed olearia, oltre che per l’allevamento degli ovini e degli equini. I porti di Brindisi, Taranto ed Otranto prosperarono per il commercio dei tessuti e delle derrate alimentari. Pertanto la Puglia godette di una relativa tranquillità fino alla guerra greco-gotica.
In questo periodo si rafforzò la presenza cristiana e vennero creati i vescovadi di Lecce, Otranto e Gallipoli.


 
Chiesa bizantina di Otranto
Nel 535 d.C. scoppiò la guerra greco - gotica, ma la Puglia venne coinvolta nelle operazioni militari solo nella terza fase del conflitto, cioè dal 540 d.C. al 549 d.C. Otranto, per i Bizantini, divenne un porto di fondamentale importanza nelle vicende belliche. Insieme a Brindisi e a Taranto fu più volte conquistata dagli Ostrogoti e ripresa dai Romei. La città di Lecce era decentrata rispetto alle operazioni militari, ma è conosciuto il suo vescovo Venanzio, che nel 553 d.C. al seguito di papa Vigilio, sottoscrisse a Bisanzio il «Constitutum» (si occupava della disputa dei Tre Capitoli).


È opportuno ricordare che l’imperatore Giustiniano nel 554 d.C. pubblicava la «Prammatica Sanzione», legge tendente a ristabilire l’ordine sociale ed economico sconvolto da Totila e che rendeva valide anche in Italia le norme presenti nel «Corpus Iuris». Nel 584 d.C. veniva creato l’Esarcato d’Italia.


A sconvolgere gli assetti amministrativi e sociali bizantini ci pensarono i Longobardi che scesero in Italia nel 568 d.C. Nel giro di qualche anno raggiunsero l’Italia meridionale dove Zottone fondò il Ducato di Benevento. Il suo successore Arechi cercò di conquistare la Puglia, ma la presenza longobarda non fu mai costante sulle coste e nella penisola salentina, pertanto i confini rimasero incerti e fluttuanti. Una fonte importante, per conoscere le condizioni della Puglia nell’epoca compresa tra la venuta dei Longobardi e i primi anni del VII secolo d.C., è data dalla raccolta di lettere di papa Gregorio Magno (590 d.C.-604 d.C.), che intervenne frequentemente per risolvere i problemi di quest’area. Dalle sue lettere si evince come numerose fossero le incursioni longobarde nelle province di Brindisi, Lecce e Taranto. Tutto ciò fa comprendere l’estrema precarietà ed insicurezza degli abitanti. Alla fine, però, i Bizantini riuscivano sempre a riprendere il controllo di questi territori.


 
Cripta bizantina di Sant'Angelo
Nella primavera del 663 d.C. l’imperatore bizantino Costante II sbarcò a Taranto, con al seguito un numeroso esercito, volendo una volta per tutte sconfiggere i Longobardi ed allontanarli almeno dalla Puglia e dalla Basilicata. Espugnò Lucera nella Puglia settentrionale e si diresse verso Benevento che però non venne conquistata. Dopo la partenza dell’imperatore Costante II per la Sicilia, i Longobardi capeggiati dal duca Romualdo si diressero verso il Salento, ma Otranto e Gallipoli seppero resistere agli attacchi longobardi. Lecce, seppure avesse un ruolo marginale in epoca bizantina, era protetta da mura e fossati e dovette sicuramente sopportare le incursioni longobarde, che tante distruzioni e rovine arrecavano al territorio salentino.


Oltre ai Longobardi numerose incursioni nel Salento furono effettuate dai Saraceni, sempre alla ricerca di bottino e soprattutto di schiavi da vendere in Nord Africa.


 
Chiesa di S. Stefano a Soleto
I Longobardi meridionali, non essendo capaci di fermare le scorrerie dei Saraceni e di porre fine alle loro lotte intestine, permisero ai Bizantini, capitanati dal primicerio Gregorio, nell’876 d.C. di impossessarsi di Bari senza opporre una valida resistenza. La città diviene così la capitale del nuovo tema di Longobardia, istituito dai Bizantini, comprendente tutta la Puglia e la Basilicata.


Lecce e la sua provincia, grazie al rafforzamento e al consolidamento della strutture statali bizantine nei territori sopra menzionati, ebbe un incremento della popolazione e della produttività agricola. Pertanto l’habitat in epoca bizantina era formato da diverse città fortificate (Kastra) e molteplici insediamenti rurali (choria).


I Normanni, per strappare Lecce e la sua provincia dalle mani bizantine, dovettero guerreggiare numerosi anni. Nel 1045 d.C., secondo il Gay e lo Chalandon, Lecce venne conquistata da loro. Però secondo il prof. Corsi si dovrebbe parlare più di un’insurrezione antibizantina che di conquista normanna. Lecce nel Basso Medioevo assunse una importanza che non aveva nell’Alto Medioevo. Il «Chronicon breve Northmannicum» informa che i Normanni conquistarono Lecce nel 1055 d.C. Anche questa data appare prematura per molti studiosi. Si conosce con esattezza che tra il 1068 d.C. e il 1071 d.C. Roberto il Guiscardo, approfittando delle vittorie dei Turchi Selgiuchidi in Anatolia, poneva sotto assedio Bari ed attuava numerose scorrerie nel Salento, arrivando alla sua definitiva conquista. Precedentemente nel 1067 d.C. una spedizione bizantina capeggiata da un certo Maurikas permise di riconquistare parte del Salento.


 
Chiese rupestri SS Cristina e Marina
Si è informati che il vescovo di Lecce dal 1057 d.C. al 1108 d.C. sia stato un certo Teodoro, di origine leccese e facente parte del nobile casato dei Buonsecolo. Sottoscriveva i documenti in lingua greca e tutto questo evidenzia il processo di ellenizzazione culturale ed etnico di tutta la Terra d’Otranto. Nei pressi del centro urbano di Lecce fiorirono diversi monasteri greci dopo il Mille e ciò dimostra come Lecce sia stata sul punto di diventare la località più importante del Salento ai danni di Otranto, che per molti secoli era stata la città e il porto più significativo per i Bizantini.


Le tracce che ha lasciato la presenza bizantina in questi luoghi sono rintracciabili non solo nei resti archeologici ma soprattutto nelle tradizioni, nei balli, nel dialetto salentino oltre che in diversi cognomi di chiara origine greca presenti nella rubrica telefonica di Lecce e provincia.
 
 
Giampiero Lovelli





BIBLIOGRAFIA
G. GAY, L’Italia meridionale e l’Impero bizantino (867-1070), Firenze 1917;
A. GUILLOU, Aspetti della civiltà bizantina in Italia. Società e cultura, Bari 1976;
G. OSTROGORSKY, Storia dell’impero bizantino, Einaudi, Torino 1968;
W. TREADGOLD, Storia di Bisanzio, Il Mulino, Bologna 2005;
V. VON FALKENHAUSEN, La dominazione bizantina nell’Italia meridionale dal IX all’ XI secolo, Bari 1978.


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