Mondo scrittura: Il titolo di un romanzo, tutto liscio come l’olio?



Per la rubrica Mondo scrittura presentiamo oggi un articolo della nostra collaboratrice e autrice Cristina M. Cavaliere che ci parla del titolo del romanzo.

Scegliere il titolo di un romanzo è un compito all'apparenza semplice, specie dopo aver terminato una fatica spesso durata anni e risultante in innumerevoli stesure e revisioni; in realtà può rivelarsi assai più arduo del previsto! Pochi, infatti, sono quegli scrittori che sin dall'inizio hanno le idee chiare a proposito del titolo da assegnare alla loro “creatura”, per non dire coloro che partono addirittura dal titolo per scrivere il romanzo; per lo più si rimanda la questione a lavoro chiuso.
Parrebbe banale, infatti, ma non si può mettere un circolazione un testo se, prima, non gli si dà un titolo. Lo stesso Umberto Eco, nelle sue Postille a Il nome della rosa pubblicate su Alfabeta n. 49, nel giugno 1983, e poi riprese in appendice a varie edizioni del romanzo, ci spiega che: Un narratore non deve fornire interpretazioni della propria opera, altrimenti non avrebbe scritto un romanzo, che è una macchina per generare interpretazioni. Ma uno dei principali ostacoli alla realizzazione di questo virtuoso proposito è proprio il fatto che un romanzo deve avere un titolo. E, nel suo caso, L’Abbazia del delitto diventò Il nome della rosa in quanto gli sembrava che il titolo originario si focalizzasse troppo sulla trama poliziesca, a svantaggio del resto. Senza dubbio il valore di un romanzo non risiede nel titolo, ma nel  contenuto, e tuttavia attribuire il titolo migliore ha un peso non indifferente.
Dunque, prima o poi giunge il fatidico momento di assegnare un titolo, che sia lo scrittore o la casa editrice a farlo, e su questo vorrei condividere con voi alcune riflessioni.

Lo scrittore Evgeny Chirikov di Ivan Kulikov, 1904:
anche lui forse alle prese con il titolo del suo libro...
Innanzitutto, che cos’è un titolo? Un titolo è una parola o una breve frase che indica l'argomento trattato in un libro o capitolo del libro stesso. Deve esprimere, dunque, il cuore del romanzo in una maniera che sia significativa o, al contrario, deve evocarlo in modo criptico. E, possibilmente, essere in grado di generare emozioni e domande, per fissarsi nella memoria. Inoltre, visto che lo scopo è quello di attirare il maggior numero di possibili acquirenti, il titolo di un romanzo non deve essere troppo raffinato, o sembrerebbe classificare l'opera come destinata ad un'élite. Non è solo un’etichetta o un riassunto, ma è un vero e proprio slogan… anche commerciale. Insieme alla copertina, è la prima cosa che un lettore incerto sull'acquisto nota entrando in una libreria, sempre se ha la forza di andare oltre la classifica dei “dieci più venduti” e mettersi a girovagare tra banchi e scaffali. Mi passerete il paragone, ma è come se il lettore fosse un pesce che naviga sotto il pelo dell’acqua, e nota vari ami luccicanti con gustosi vermiciattoli che attirano la sua attenzione. L’amo dunque è il titolo, il vermiciattolo la copertina, o il contrario se lo preferite.
Come fare, però, a scegliere un titolo che comprenda in sé entrambe le caratteristiche? Alcuni asseriscono che i titoli debbano essere più brevi possibile, ma non ci sono regole fisse perché, come vedrete nella classifica che troverete più sotto, sono esistiti romanzi di successo con titoli lunghi. Alcuni scrittori fanno un elenco, e poi cancellano man mano quelli che convincono meno, come Hemingway, altri adottano metodi scaramantici come un numero di lettere sempre fisso. Altri individuano le parole-chiave che si ripetono nel corso del romanzo e vi costruiscono sopra il titolo. Altri ancora riescono a spremerlo subito dal corpus dell’opera, alcuni devono lasciar sedimentare la storia, in modo da potersene distaccare e trovare, a posteriori e con la mente lucida, il titolo migliore.

Una cosa è certa, i titoli scialbi non invogliano a leggere la quarta di copertina. A mio parere quello che è imprescindibile è l’alta significatività di un titolo, per non dire la sua potenza. Il titolo originale scelto da Paolo Giordano per il suo primo romanzo era Dentro e fuori dall'acqua, poi cambiato dall'editor di Mondadori in La solitudine dei numeri primi; e converrete con me che non ci sono paragoni tra il primo e il secondo.
Per nostra comodità possiamo fare una classifica di massima su alcune tipologie di titoli famosi:

Certo questo elenco non è completo perché i titoli dei romanzi sono numerosi come le stelle in cielo... 

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Vi vengono in mente altri generi che non ho citato? E, soprattutto, che cosa vi attira di più nel titolo di un romanzo come lettori? Come fate a scegliere un titolo per il vostro romanzo, se siete scrittori? 



Dal blog Il Manoscritto del Cavaliere




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