mercoledì 7 dicembre 2016

Dictator (L’ombra di Cesare - Il nemico di Cesare -Il trionfo di Cesare) - Andrea Frediani







Sinossi:
Gaio Giulio Cesare è un giovane senza una ricca famiglia influente alle spalle, ma accompagnato da ambizione, genialità e Fortuna.
Nell’88 a.C. incontra Tito Labieno, che sarà al suo fianco durante le battaglie che porteranno il Console romano alla vittoria sui Galli e, successivamente, all’epico scontro con la fazione pompeiana…che sfocerà nella Guerra Civile!
Frediani ripercorre la vita di Cesare, le sue strategie, le sue battaglie, le sue paure e le sue grandi vittorie con un’attenzione particolare ai momenti storici più significativi, che hanno trasformato un uomo in “divus”, le cui gesta riecheggiano ad imperitura memoria.
Il romanzo termina con l’idea, appena accennata da Bruto e Cassio, di ordire una congiura ai danni dell’unico uomo che avesse mai accettato di esser nominato “imperator” in perpetuo e di divenire “dittatore” a vita, portando Roma sempre più vicina a chiudere il suo capitolo Repubblicano.



Giulio Cesare
I romanzi si sviluppano intorno alla figura di Gaio Giulio Cesare, dai giorni della gioventù, con un accenno allo scontro fra Gaio Mario e Silla, per poi svolgersi in prevalenza durante gli anni della Guerra in Gallia e, successivamente, della Guerra Civile.
In questo lasso di tempo, dilatato lungo i tre romanzi che compongono la trilogia “Dictator”, Frediani non si è limitato a scandire le imprese del Console solo a suon di battaglie ed intrighi: di fatto, l’analisi introspettiva dei personaggi assume un ruolo importante quanto gli eventi storici ed il contesto politico-sociale in cui essi si sviluppano. Largo spazio viene, quindi, dato ai pensieri di Cesare, alle sue speranze, alle sue paure ed alle sue emozioni più profonde: insomma, attraverso queste pagine si può conoscere un Cesare più umano e meno divinizzato, un Cesare in cui ci si può impersonificare e per cui si può provare una profonda empatia.



Ogni capitolo si apre con una citazione presa dai classici ed inerente all’evento o al periodo trattato nelle righe successive.
Si tratta di parti del “De Bello Gallico” e del “De Bello Civili” (“Sulla Guerra Gallica” e “Sulla Guerra Civile”) dello stesso Cesare, ma anche di accenni ad Appiano, Cassio Dione e Plutarco, oltre che all’anonima opera “Le Guerre d’Africa”.

Trattandosi di un periodo storico ricco di fonti spesso incomplete o influenzate dalle tendenze politiche degli autori tradizionali, lo scrittore si è dovuto esprimere nella sua massima abilità letteraria per far collimare in maniera omogenea eventi reali, realistici, ipotetici e di pura di fantasia in un crescendo di emozioni, ambizioni, battaglie e cospirazioni.
Una peculiarità di Frediani è proprio quella si spiegare nelle “note storiche” le sue scelte di inserire personaggi di fantasia e/o di attribuire sviluppi e caratteristiche azzardate a personaggi reali su cui le fonti storiche sono in contrasto, incomplete o pressoché inesistenti.


Medaglia di Tito Labieno
Un chiaro esempio di queste scelte azzardate risiede nella figura di Tito Labieno: ciò che conosciamo di Labieno ha permesso a storici ed autori di sviluppare un personaggio completamente diverso gli uni dagli altri, infatti il prode condottiero, uomo d’onore ed amico intimo di Cesare che troviamo nel romanzo di Frediani si trasforma in un sadico, ambizioso ed opportunista fra le righe di rinomati scrittori, come Colleen Mccullagh (di cui parlerò in un futuro prossimo).
Un’altra storia coinvolgente ed emozionante è quella dei Germani Ortwin e Veleda. La loro relazione, così complessa e profonda, è talmente avvincente e ben integrata nel contesto che mi è risultato quasi difficile credere che fosse solo frutto della fantasia dell’autore!


Ma, come in ogni favola, bisogna soffermarsi a considerare anche il rovescio della medaglia, affinché non ci sembri troppo bella per essere vera: Frediani è, come lo definì al tempo Corrado Augias, “un grande narratore di battaglie” e, aggiungerei, anche di passioni ed eros. Questo, però, va un po’ a discapito della continuità storica fra un evento e l’altro che, spesso, si spezza con la conclusione del capitolo, dando per scontato che il lettore abbia una buona conoscenza pregressa degli eventi storici che compongono la cornice dei fatti narrati.
Questo fenomeno è meno rilevante nel “Dictator” rispetto agli altri romanzi dell'autore, quindi non è necessario essere un esperto della fine della Repubblica per godersi l’ascesa di Cesare, ma un buon ripasso di fatti e date potrebbe fare la differenza fra lo scorrimento gradevole del testo o il tedio fra una (dettagliatissima) battaglia e l’altra!


Un consiglio: se non amate le descrizioni crude e dettagliate di battaglie, torture ed incontri passionali, allora questo romanzo non fa per voi; se, invece, desiderate vivere momenti intensi e carichi di emozioni, come se vi trovaste accanto ai personaggi sul campo di battaglia, nella loro testa durante le più intime riflessioni o al loro posto fra le lenzuola, allora non potete perdervi la vita di Cesare come non l’avete mai letta prima.











Titolo: Dictator  (L’ombra di Cesare - Il nemico di Cesare -Il trionfo di Cesare)

Autore: Andrea Frediani

Editore: Newton Compton

Pagine: 864













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